La madre piange il figlio di 4 anni è scomparso. Ma quando un uomo si presenta alla sua porta 25 anni dopo, le scendono le lacrime dagli occhi

I figli adottivi conservano sempre nel cuore una certa curiosità nei confronti dei genitori biologici, anche se non li hanno mai conosciuti. Conoscere le proprie origini è un diritto di tutti ed è una curiosità perfettamente comprensibile. La curiosità però è più viva quando si comincia a crescere e a diventare adulti.

Anche Saroo un bambino indiano, adottato da una famiglia australiana, voleva saperne di più della sua famiglia biologica. Aveva cinque anni quando fu adottato: nacque in India e non era figlio unico. Aveva anche un fratello maggiore di nome Guddu che cercava di racimolare qualche soldino pulendo i treni. Un giorno Saroo andò con suo fratello a lavoro e Guddu gli disse che avrebbe dovuto aspettare che lì che finisse il turno, poi sarebbe tornato a riprenderlo.

Il piccolo Saroo però quel giorno era particolarmente stanco e nell’attesa finì per addormentarsi. Quando si svegliò si accorse però che intanto il treno era partito e non c’è più suo fratello. Non sapeva nemmeno dove si trovasse.

Saroo non sapeva ancora leggere o scrivere e non conosceva di preciso il suo indirizzo e nemmeno il nome della sua città e del suo quartiere. Da solo iniziò a passeggiare per le strade di Calcutta fino a quando qualcuno capendo che era da solo, credendolo abbandonato, lo portò in un rifugio per bambini abbandonati.

Saroo finisce presto per essere adottato da una famiglia australiana. Purtroppo, nessuno era andato al rifugio per andare a riprenderlo. L’unico che avrebbe potuto, era suo fratello che ignorava dove si trovasse però. Saroo iniziò così la sua nuova vita in Australia. I suoi genitori adottivi gli diedero amore, affetto, appoggio economico ma lui non dimenticò mai le sue origini. Anzi per tenere ben in mente le sue radici, appese una mappa dell’India sulla sua parete della camera da letto. La sua mamma biologica, ha provato a lungo a cercarlo, ma di certo non immaginava che il figlio fosse arrivato in Australia.

25 anni dopo Saroo ha cominciato a sfruttare due applicazioni, Google Maps e Google Earth, per cercare di individuare nella sua memoria qualche frammento, un ricordo che potesse permettergli di individuare la sua casa natale. Tutto quello che sapeva è che aveva vissuto da qualche parte nei pressi di Calcutta, così ha cominciato proprio da quella zona.

Era un’impresa che molti definirono impossibile: erano passati troppi anni, non avrebbe ricordato nulla. Ed invece non fu così. Individuò un ponte che portava alla stazione dove si era risvegliato e si era reso conto di aver perso proprio lì suo fratello. Dopo altre ricerche, il ragazzo ha scoperto che il nome della sua città era Ganesh Talai. Saroo ormai adulto, vola fino a quella che ricorda essere la sua casa natale.

Quando mise piede nel suo paese, Saroo venne letteralmente sopraffatto dai ricordi. I quartieri, i vicoli, gli odori, le immagini, risvegliarono in lui un senso di appartenenza. Ma la famiglia dopo 25 anni l’avrebbe riconosciuto? Vedendolo passeggiare, all’improvviso una donna gli si avvicinò e lo abbracciò. La donna era la mamma di Saroo, nonostante fossero passati tutti quegli anni, la donna l’aveva riconosciuto. Saroo è ha potuto così conoscere gli altri memrbi della famiglia di cui non conosceva nemmeno l’esistenza, un fratello e una sorella. Purtroppo, viene a conoscenza anche della morte di Guddu finito sotto un treno, la stessa notte che era scomparso Saroo.

L’incontro è davvero commovente. Ovviamente, anche se è tornato dopo un po’ in Australia, il ragazzo è rimasto sempre in contatto con la sua famiglia indiana. Cerca anche di aiutare la sua famiglia economicamente inviando loro periodicamente del denaro.

Se volete sapere più dettagli su questa bellissima storia dovrete leggere il libro “A Long Way Home” o guardare il film ispirato a questa tenerissima storia, “Lion”.

Una storia che ci insegna a non gettare mai la speranza.